Stefano Baragli: presentatori si nasce







Articolo di Roberta Capanni

Stefano Baragli ha iniziato la carriera nel 1992 e, dopo aver fatto il musicista e il cantante, ha trovato la sua strada nella conduzione. Si divide tra un lavoro “classico” nel mondo del turismo e quello artistico. L’estrema professionalità, unita alla grande energia, lo hanno reso una delle figure più ricercate nell’ambito della conduzione di eventi medi e grandi.

Presentatori si nasce o si diventa? Forse lo si è dentro, perché si nasce con lo spirito e la voglia di mettersi comunque  in mostra, di provare a fare qualcosa che uno sente di avere dentro, ma lo si diventa anche con l’acquisizione di strumenti e professionalità. Fare il presentatore vuol dire aiutare chi deve parlare e gestire lo spettacolo. La cosa più importante è dettare i tempi, con una ritmica veloce, piacevole, non solo per chi è con te sul palco per quella circostanza dell’evento, ma soprattutto per chi ti ascolta dalla platea o dalla televisione, con l’intento di limitare il più possibile lo zapping.

Un attore fa l’accademia, studia, si prepara, un presentatore che scuola fa? Specialmente per noi toscani, la cosa fondamentale è fare un buon corso di dizione per togliere qualsiasi inflessione dialettale, che se per un comico di qualsiasi regione è un punto di vantaggio, per un presentatore non lo è. Poi direi che un’altra cosa importante è il look e infatti certi presentatori si avvalgono di quelle figure professionali, diciamo di un “lookologo”.

Tu a chi ti affidi? Dipende, la maggior parte delle volte mi occupo da solo di me stesso! Dipende dall’evento.

Guardando il panorama odierno dei presentatori italiani attivi a livello televisivo oggi c’è qualcuno che preferisci, a cui ti ispiri? Sono tutti molto bravi, ma io cerco di mettere la mia professionalità, il mio modo di essere, senza ispirami a nessuno perché non è bello fare la brutta copia di qualcuno; molti di loro sono amici da tanti anni come Carlo Conti o Fabrizio Frizzi del quale ho avuto il piacere e l’onore di diventare amico, una persona che stimo tantissimo. Direi questi due, abbinati a Gerry Scotti che è un grande professionista.

Stefano Baragli fino a qualche tempo fa faceva un altro tipo di attività, perché tutti sanno che non è facile vivere di solo spettacolo, poi hai deciso di spingere forte nel settore della conduzione. Contento della tua decisione? È vero, ho lavorato tanti anni nel settore del turismo facendo parallelamente il presentatore, facendo davvero grandi sacrifici, non solo di carattere personale, ma anche familiare perché la mia famiglia ovviamente è stata coinvolta in questa avventura. Ancora oggi collaboro con un’agenzia del settore, che si trova a Milano, e faccio consulenze. E continuo a fare questo perché io amo questo lavoro e il turismo, è parte di me e della mia vita. Sono arrivato ad un punto che ho deciso di spingere l’accelleratore grazie anche ai tanti riscontri positivi da parte del pubblico. Ringrazio le tante persone che mi sono state vicine, che mi hanno dato fiducia, che mi hanno aiutato, perché all’inizio della mia carriera, come capita a tutti nel mondo dello spettacolo, mi son sentito dire: “Grazie, non mi interessa, non ne ho bisogno, ho già il mio presentatore”. L’importante è la perseveranza. Credere nelle proprie capacità, ma soprattutto devo ringraziare la mia famiglia perché hanno fatto spesso a meno della mia presenza.

Quanto è importante la presenza di un vero presentatore, un professionista, in uno spettacolo non televisivo sia di piccolo che di grande livello? Per mia esperienza posso dire che è molto importante perché il presentatore è colui che può rendere bellissimo uno spettacolo mediocre oppure sciupare uno spettacolo splendido. Perché il presentatore è “il pilota” a cui viene messa in mano una macchina più o meno potente e a cui viene detto: ora guida! Sta a te fare una buona gara e magari vincere.

Fra le cose che hai presentato c’è qualcosa in particolare che ti ricordi e che ti ha dato un’emozione maggiore delle altre? Sì, ricordo con grande emozione la prima serata del Festival 50 e dintorni, che in qualche modo mi ha consacrato al mondo televisivo, perché in quel momento avevo mio figlio all’ospedale e sono salito sul palco con un cuore piccolo così, ma con una grande determinazione ed ho portato avanti lo spettacolo nonostante avessi – come si dice – la saliva azzerata.

Cosa stai facendo adesso? Idee per il prossimo futuro lavorativo? Idee tante, qualche contratto è già stato chiuso, per scaramanzia non lo dico, però sono cose importanti. Siccome sono autore anche di format televisivi ci sono progetti molto interessanti al vaglio, insomma tante belle cose.

Non vuoi proprio darci qualche anticipazione? Questo te lo dico… un progetto a cui tengo molto che dovrebbe svolgersi a Firenze nella splendida cornice di Piazza Santa Croce, il Florenze Music Award, con la partecipazione di tanti artisti, protagonisti del panorama musicale italiano ed è un appuntamento dell’estate 2012. Incrocio le dita mentre lo dico perché sappiamo bene che tutto questo non è legato solo alla progettualità, ma soprattutto agli sponsor che in questo momento diventano un argomento molto delicato e difficile vista l’attuale situazione economica italiana.

Mai pensato a qualche progetto all’estero? Non ci ho mai pensato, anche se ho avuto un’offerta di una società di crociere per presentare a bordo i loro spettacoli, ma questo lavoro mi avrebbe portato via da casa per molto tempo. Inoltre, avevo altre cose in ponte ed ho preferito rinunciare. Alla fine sono stato contento di questa scelta perché ne ho potute fare di altre che mi stanno dando grandi soddisfazioni.

www.stefanobaragli.it

 

Share and Enjoy:
  • StumbleUpon
  • Upnews
  • Digg
  • Segnalo
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Reddit
  • Tumblr
  • Wikio IT
Tags: , , , ,