Pensiero Nomade tra Materia e Memoria







Capitanati dal chitarrista Salvo Lazzara, i Pensiero Nomade giungono al loro terzo lavoro con un mix di sonorità tra elettronica e jazz, musica mediterranea e folk. Senza astenersi, però, dal ricreare anche i suoni di elementi naturali.

Lo scorrere dell’acqua in “Di nuovo quiete” – ad esempio – fa da collante dall’inizio alla fine, in apertura del brano in maniera predominante, poi sfuma restando un flusso di sottofondo e riprende la sua vitalità di suono principale nella chiusura.

Un evidente richiamo al mondo della natura torna anche in “Materia e Memoria”, l’omonima canzone che dà nome anche all’album. Qui sonorità pacate e soavi si intrecciano creando la sensazione di ambienti naturali, dai boschi selvaggi a deserti sconfinati.

Già dai titoli delle canzoni è facile intuire che ciò che si andrà ad ascoltare ha molto probabilmente a che fare con l’anima delle persone e delle cose, con luoghi lontani, ma che allo stesso tempo possiamo ritrovare accanto a noi nella quotidianità. Leggendo i titoli, risulta immediato anche poterli collegare tra loro, in un gioco di parole e di frasi: dove trovare “Il senso delle cose” e “La dolcezza del tempo” “Mentre tutto cambia”?

Strumenti a corda, loops e samples sono gli strumenti con cui Salvo Lazzara ha creato queste musiche. Accanto a lui nei Pensiero Nomade, Davide Guidoni (batteria e percussioni); Alessandro Toniolo (flauto); Fabio Anile (tastiere e percussioni) e Luca Pietropaoli (fiati).

Ben congegnato anche lo studio grafico della copertina, in perfetta sintonia con colori e sapori contenuti nell’album.

Una nota originale in un mondo musicale troppo spesso scontato e fastidiosamente commerciale.

Articolo di Sara Missorini

 

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