Non solo cani e gatti: la pogona







Nuovo appuntamento con i nostri amici animali e con chi da anni se ne occupa con competenza e amore. Tante le curiosità che di settimana in settimana si affacciano alla mente e tante le risposte e le informazioni che la dottoressa Ciarmatori ci offre. Oggi parliamo della pogona, comunemente detta Drago Barbuto…

In casa un rettile, come allestire un ambiente corretto? Il Drago Barbuto dalla testa striata (pogona vitticeps) è un sauro che in natura vive nei deserti del continente australiano. Il nome è legato al fatto che questi rettili presentano sotto il collo una fascia di spine che ricordano una barba quando la pelle viene messa in tensione, spesso in seguito a situazioni ritenute di pericolo. In quei casi spesso spalancano la bocca, gonfiano il collo e la pelle della gola si scurisce. Si tratta di rettili diurni che vivono in ambienti caldi e secchi e che trascorrono molto tempo su arbusti, alberi e rocce. Gli esemplari adulti possono raggiungere una lunghezza totale di circa 56 cm, sono generalmente piuttosto docili (nonostante da un punto di vista anatomo-fisiologico e comportamentale rimangano animali selvatici) e si riproducono piuttosto facilmente in cattività. Queste caratteristiche li hanno resi certamente più popolari rispetto ad altri rettili nell’ambito della terrariofilia. L’allestimento di un habitat corretto per questi animali deve precedere il momento dell’acquisto o dell’adozione, per evitare loro inutili e dannosi stress da mantenimento inadeguato, che già troppo spesso subiscono. Il terrario potrà svilupparsi orizzontalmente, ma occorrerà prevedere un’altezza che consenta di allestire una zona più elevata, da cui i pogona amano controllare il territorio e che dovrà fungere anche da “punto caldo”. All’interno della teca sarà necessario ottenere, posizionando correttamente le fonti di luce e calore, un gradiente termico, cioè zone con temperature differenti che consentano all’animale di poter scegliere in base al momento fisiologico. Per questa specie la temperatura diurna dovrà variare all’interno della teca dal punto più freddo a quello più caldo tra i 25 e i 40°C, quella notturna tra i 22 e i 25°C. Il punto caldo elevato potrà raggiungere anche i 40-45°C. Il numero e la potenza delle lampade utilizzate per il riscaldamento saranno in funzione del tipo di terrario, delle dimensioni e della temperatura esterna. D’estate è auspicabile fornire 12-14 ore di luce, 9 ore d’inverno e 10 in primavera e in autunno. La lampada ad ultravioletti (UVA-UVB), fondamentale per la salute di questi rettili, andrà tenuta accesa circa 8 ore. L’umidità corretta per questa specie è del 30/40% di giorno e del 50/65% di notte. Un ricambio d’aria efficace dovrà essere garantito dalla presenza di almeno due prese d’aria che consentano un corretto ricircolo ed evitino ristagno di anidride carbonica all’interno del terrario. All’interno del terrario occorrerà inoltre fornire tane e rifugi, sia nelle zone calde che in quelle più fresche.

Come tutti i rettili fa la muta della pelle ci sono particolari accortezze da tenere? A differenza di altri rettili la muta della pelle in questi animali solitamente non determina grosse difficoltà. Occorre però fare attenzione agli “anelli” di muta che possono formarsi alle estremità delle dita o della coda, soprattutto in soggetti molto piccoli. Se dovessero residuare troppo a lungo potrebbero determinare lesioni anche permanenti.

L’alimentazione è un problema? I pogona sono rettili onnivori, che in natura si nutrono sia di alimenti di origine animale (sia invertebrati che vertebrati) che vegetale. In età giovanile prediligono i primi, mentre in età adulta divengono maggiormente vegetariani. In cattività occorrerà fornire quanto più possibile una dieta varia e bilanciata, alternando sia insetti diversi (grilli, camole della farina, mosche, camole del miele, blatte, chiocciole, bachi da seta…) che alimenti di origine vegetale (vegetali a foglia, fiori, ortaggi, frutta e semi germogliati). Perché l’alimentazione di questo animale non costituisca un problema è bene informarsi preventivamente sulla disponibilità costante di insetti da parte dei negozi della zona.

Si tratta di un animale solitario? Non particolarmente, sono anzi animali dotati di un certo grado di socialità. In cattività, se le dimensioni e l’allestimento del terrario lo consentono, si possono ospitare piccoli gruppi, ad esempio un maschio con due o tre femmine. Occorre però fare attenzione a non collocare nella stessa teca soggetti molto piccoli con esemplari adulti, che potrebbero ferirli anche gravemente.

Quali i problemi di salute più comuni? I problemi più comuni sono sovente legati ad errori nella gestione. Temperature, umidità o ventilazione inadeguate possono provocare nel tempo alterazioni dello stato di salute. Anche l’alimentazione se non curata adeguatamente può provocare nel tempo carenze e squilibri che possono determinare condizioni patologiche. Nella mia personale esperienza le patologie più frequentemente riscontrate in questi animali sono a carico dell’apparato digerente e nella maggior parte dei casi sono legate alla non corretta gestione dei parametri ambientali soprattutto in alcuni momenti dell’anno, in cui questi animali divengono un po’ più letargici e diminuiscono l’assunzione di cibo. Fino ad alcuni anni fa una delle patologie più comuni era un’alterazione dello scheletro molto grave legata alla mancata esposizione ai raggi ultravioletti. Oggi per fortuna questa condizione è divenuta molto più rara per il miglioramento delle condizioni di allevamento e la diffusione di informazioni più corrette sulla specie.

Si riproduce facilmente in cattività? I pogona sono rettili ovipari e le femmine possono deporre anche una trentina di uova per covata. Una corretta gestione dei riproduttori, la presenza di un adeguato substrato per la deposizione delle uova e la possibilità di porre le uova deposte in apposite incubatrici, aumenta di molto la percentuale di schiusa e di sopravvivenza dei piccoli. Si tratta senz’altro di rettili che si riproducono con più facilità rispetto ad altri in cattività, ma occorre comunque conoscere bene le caratteristiche e le esigenze della specie per poter ottenere ottimi risultati riproduttivi.

Quando rivolgersi ad un veterinario? Sarebbe auspicabile poter far visitare da un Medico Veterinario esperto in rettili il soggetto o i soggetti prima possibile dopo l’acquisto o l’adozione. Una visita clinica accurata ed un esame delle feci potrà mettere al riparo da situazioni più gravi che potrebbero verificarsi sottovalutando le condizioni di salute iniziali e lo stress legato allo spostamento degli animali. Nel corso della vita dei pogona sarà utile rivolgersi al Medico Veterinario all’insorgere di qualsiasi sintomo o anomalia, per evitare di trascurare segnali che potrebbero poi sfociare in condizioni patologiche ben più gravi e di difficile gestione. Ancora meglio sarebbe poter eseguire controlli periodici delle condizioni di salute di questi animali, per prevenire l’insorgenza di problemi futuri. Si tratta pur sempre di animali diversi dai mammiferi a cui siamo in genere più abituati e che richiedono pertanto cure e attenzioni “su misura” per loro!

 

Per contattare la Dott.ssa Cinzia Ciarmatori

dr.ciarmatori@tiscali.it

334.6628868

 

Intervista di Elena Torre

Share and Enjoy:
  • StumbleUpon
  • Upnews
  • Digg
  • Segnalo
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Reddit
  • Tumblr
  • Wikio IT
Tags: , , , , ,