Non solo cani e gatti: la cocorita







Inauguriamo la settimana parlando di un’originale volatile che desta molta curiosità. Come sempre, a farci da docente e a soddisfare le nostre domande, la Dott.ssa Cinzia Ciarmatori, Medico Veterinario, esperta in animali non comuni ed esotici.

Le cocorite sono uccelli semplici da tenere in cattività? Probabilmente nessuna specie è semplice da tenere in cattività, così come nessuna è complessa da tenere… dipende. Dipende dalle nostre possibilità, di tempo, di energie, di risorse, dipende da come siamo noi, dipende anche e soprattutto dalle nostre conoscenze. Per questo è così importante approfondire le caratteristiche delle specie che vorremmo ospitare: quando sappiamo con precisione quali sono le esigenze in termini sia fisici che psicologici siamo in grado di capire se sarà semplice per noi garantire le giuste condizioni di allevamento agli animali con cui scegliamo di convivere, a qualunque specie appartengano. Le cocorite (Melopsittacus ondulatus), conosciute anche con il nome di pappagallini ondulati, sono pappagalli di piccola taglia (del peso di circa 30-40 g) che in natura abitano il continente Australiano. Sono uccelli molto attivi che in natura volano coprendo lunghe distanze alla ricerca di cibo e acqua. La domesticazione di questa specie risale all’inizio dell’ottocento e attualmente, dal colore verde ancestrale, si è passati a circa cento varietà di colore che gli allevatori appassionati riconoscono con estrema precisione. A questo proposito è interessante osservare che alcune variazioni di colore si accompagnano ad un’aspettativa di vita più ridotta rispetto alla media di 10-15 anni, con punte anche di 20 anni. Le cocorite sono animali vivaci e attivi, pieni di vitalità e affascinante è anche solo osservarli durante la loro giornata!

Sono animali solitari? Assolutamente no, come tutti i pappagalli del resto… Le cocorite vivono nelle pianure erbose a clima arido dell’Australia in stormi costituiti da alcune decine di esemplari e sono quindi animali decisamente sociali, con una forte necessità di comunicazione evidente anche nel rapporto con l’uomo. Una cocorita tenuta da sola in gabbia, soprattutto se in casa non c’è nessuno per la maggior parte della giornata, è un animale che vive una fortissima condizione di malessere che va evitato, nel modo più categorico ed assoluto. I pappagalli i generale, e le cocorite non fanno eccezione, sono animali estremamente intelligenti e complessi e come tali vanno rispettati e curati: richiedono molto tempo e molta attenzione che però ripagano ampiamente con l’instaurarsi di legami profondi e assolutamente peculiari.

Come rapportarsi con loro? Le cocorite sono animali curiosi e intelligenti e la relazione con loro nasce spontaneamente, purchè si abbia voglia e tempo da dedicare al rapporto con loro. Possono imparare a ripetere alcune parole, anche se non sempre con una pronuncia chiarissima. Insomma, nonostante le ridotte dimensioni non hanno molto da invidiare ai pappagalli di grossa taglia!

Come creare un ambiente idoneo al loro benessere? Nella scelta della gabbia occorre considerare che sia più ampia possibile, di certo non inferiore agli 80 cm di larghezza per permettere alle cocorite di poter volare orizzontalmente. Occorre far attenzione al materiale di costruzione, che potrebbe risultare tossico come nel caso di rame, piombo e zinco, e preferibilmente è meglio evitare le gabbie con rivestimento di vernice, che i pappagalli potrebbero staccare con il becco ed ingerire. Ai posatori in plastica reperibili in commercio sono senz’altro da preferire rami e rametti di legno naturale, che con il loro diametro variabile e la flessibilità permettono una “fisioterapia” al piede dei pappagalli prevenendo lesioni e patologie. Le cocorite sono animali molto curiosi ed è opportuno fornire giocattoli (non tossici e sicuri), sostituendoli periodicamente in modo che non siano sempre gli stessi. Le vaschette per cibo e acqua devono essere in numero almeno pari a quello degli animali, in modo tale che non debbano competere tra loro e posizionati vicino ai posatoi. Per quanto riguarda la posizione della gabbia, considerando la necessità di compagnia di questi animali, è opportuno che sia in una stanza frequentata dai membri della famiglia, ad eccezione della cucina che può essere pericolosa per la salute di questi animali a causa delle emissioni delle pentole in teflon e antiaderenti e prodotti per la pulizia. La gabbia deve essere al riparo da correnti d’aria, dal sole diretto e al sicuro dall’attacco di eventuali predatori come cani, gatti e furetti ad esempio. Se un lato della gabbia è addossata ad una parete le cocorite hanno una sensazione di maggior sicurezza, ed è preferibile piuttosto che porre la gabbia al centro della stanza. Per la notte è opportuno garantire un ambiente buio e soprattutto silenzioso, per assicurare alle cocorite le giuste ore di riposo. Per permettere alle cocorite di volare e fare esercizio sarebbe opportuno permettere loro di uscire regolarmente dalla gabbia ma questo presuppone di aver instaurato con loro una relazione di fiducia e di aver insegnato loro a tornare al richiamo. Ovviamente la stanza dedicata al “volo” deve essere a prova di fuga e di pericoli e non bisogna mai perdere di vista le cocorite in libertà!

Sull’alimentazione quali accortezze tenere? Le cocorite sono animali granivori e per mantenerle in condizioni di salute ottimali è estremamente importante fornire loro una dieta il più possibile completa e bilanciata. Per questo motivo la tendenza negli ultimi anni è quella di preferire alle classiche miscele di semi, troppo spesso sbilanciate e carenti di micronutrienti, troppo ricche di grassi, mangimi in pellet di buona qualità da integrare con una varietà di frutta e verdura fresche, piccole quantità di pane o pasta integrali, patate cotte o crude (private però delle parti verdi), patate americane cotte. Assolutamente da evitare i cibi ricchi di grassi e di sale, anche perché le cocorite in cattività tendono all’obesità, dannosa per la loro salute. Se le cocorite non sono state educate fin da giovani agli alimenti in pellet, sarà necessaria un’introduzione graduale che richiede tempo, pazienza e perseveranza ma che vale la pena affrontare, possibilmente informando il Medico Veterinario curante e seguendone i consigli, per gli indubbi vantaggi sulla salute e sulla longevità di questi animali.

Quando portarle dal veterinario? In generale è bene rivolgersi al proprio Medico Veterinario di fiducia esperto in Medicina aviare quando si sceglie di adottare un pappagallino di questa specie, per assicurarsi che sia in buone condizioni cliniche e ricevere i consigli del caso. In linea generale è consigliabile effettuare visite periodiche di controllo e soprattutto non aspettare se si sospettano sintomi di malessere: negli uccelli in generale il decorso delle patologie è piuttosto rapido e quindi il margine di successo nelle terapie è strettamente correlato alla tempestività di intervento.

 

Per contattare la Dott.ssa Cinzia Ciarmatori

dr.ciarmatori@tiscali.it

334.6628868

 

Intervista di Elena Torre

Foto: Flickr, The Common, http://www.flickr.com/photos/devil88bg/4171639301/sizes/l/in/photostream/

 

Share and Enjoy:
  • StumbleUpon
  • Upnews
  • Digg
  • Segnalo
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Yahoo! Buzz
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Reddit
  • Tumblr
  • Wikio IT
Tags: , , , , , ,