Ippica: uno scandalo di cui nessuno parla
Nel tempo del movimento veloce, dell’automazione e della tecnologia, l’uomo pare aver perso la memoria. Si è dimenticato del compagno che per millenni lo ha accompagnato e aiutato nel lavoro, negli spostamenti, nella ricerca di un mondo migliore. Stiamo parlando del cavallo, un animale unico, che in tanti apprezzano ma che la maggior parte delle persone non conosce davvero.
Il settore ippico è quello che maggiormente si occupa di cavalli ma per i più questo è un mondo da demonizzare, un mondo fatto solo di scommesse, dove gli animali sono sfruttati e non amati. Come sempre la mancanza di conoscenza porta all’errore.
L’ippica italiana sta vivendo un brutto davvero momento ma nessuno se ne accorge. L’opinione pubblica tace. Le riforme a cui il nostro paese si sta assoggettando nel miraggio di essere “degni di stare in Europa” ha creato gravi disagi in molti settori, ma mentre delle proteste degli autotrasportatori, dei tassisti e di altre categorie si parla in continuazione, la situazione gravissima in cui sta precipitando il settore ippico è totalmente ignorata.
In tv non si vedono i manifestanti a Roma, dai siti spariscono articoli, i post di facebook vengono monitorati. Pochi i quotidiani che se ne occupano. Eppure l’ippica ha un indotto grandissimo, 50 mila famiglie, 15 mila cavalli e a livello agricolo, come ricorda il collega Antonio Terraneo di Libero, vale più del settore del pomodoro in termini di ettari dedicati, dando lavoro ad agricoltori che producono i foraggi, ad allevatori, agli addetti delle scuderie, ai fantini, al personale degli ippodromi, ai giornalisti del settore… centinaia di migliaia di persone che rischiano di trovarsi senza un lavoro (a Firenze non ricevono lo stipendio da due mesi) perché il governo italiano non ascolta.
Questo settore, con delle buone riforme, potrebbe essere uno dei fiori all’occhiello del sistema Italia ma lo Stato preferisce “investire” (o per meglio dire virare le risorse dell’ippica) nei 10 concessionari di rete degli apparecchi da gioco. E gli addetti al settore si sono arrabbiati e molto ma nessuno ne parla.
In questo clima di lotta ogni proprietario cerca di fare il possibile per poter dar da mangiare ai propri cavalli, pagare il personale necessario e far sentire la sua voce mentre il silenzio della stampa è quasi assoluto. L’opinione pubblica non deve sapere quanti posti di lavoro sono a rischio? Quali sono le richieste del settore?
E ancora perché la gente non viene informata che gli ippodromi italiani saranno chiusi e che in molti saranno costretti ad andare a far correre i propri cavalli in altri paesi esportando così capacità e giro d’affari?
E ancora, perché non ci domandiamo come mai e perché uno Stato come l’Italia pensa di inserire nel “redditometro” la proprietà di un cavallo? Si sono domandati cosa fa un cavallo a fine carriera? O come è utile per la crescita di un bambino poter frequentare un maneggio? Non sono a conoscenza delle straordinarie storie che ogni giorno nascono tra questi animali e i bambini con handicap?
La redazione di Esserciweb consiglia tutti di far sentire la propria voce affinché siano salvati i cavalli che i proprietari alla fine non saranno più in grado di mantenere a causa di un governo cieco e sordo.
Articolo di Rosy Pergola
Fotografie di Roberta Capanni













