Francesco Tesei: il mentalista contemporaneo







Intervista di Enrico Zoi

“Secondo Milton Erickson “ognuno di noi è molto più di ciò che pensa di essere, e sa molto più di ciò che pensa di sapere”. Parte da qui Francesco Tesei con il suo mentalismo contemporaneo. Il musicista, artista, illusionista, regista e grafico è in tournée nazionale con il suo show Mind Juggler (Giocoliere della mente, stasera, 26 gennaio, al Teatro Puccini di Firenze).

Cosa fai agli spettatori? Gioco con la loro mente per creare una suggestione positiva. Non un inganno: un’emozione. Al termine il pubblico ha voglia di capire meglio la scatola magica sulle sue spalle, la testa. Il mio scopo è incuriosire le persone perché scoprano come funziona la comunicazione interpersonale e intrapersonale, quella rivolta a se stessi. Tutti abbiamo un continuo dialogo interno, come se ci fosse un altro in noi. Ho preso spunto pure dai miei studi di Pnl (programmazione neurolinguistica): il cervello è come un computer e il dialogo interno è il suo linguaggio di programmazione. Spesso non sappiamo risolvere i nostri problemi quotidiani perché inquadriamo il mondo con un nostro linguaggio interno che non ci fa vedere delle strade possibili nella nostra mappa mentale. In Mind Juggler gioco a mettere davanti a uno specchio la differenza fra realtà oggettiva e mentale. Se impariamo a comunicare con noi stessi in modo efficace, si aprono porte illimitate e il confine tra possibile e impossibile si riduce. Un problema è impossibile perché nella nostra mente non c’è soluzione: ciò non vuol dire che non vi sia. Questo è il sottotesto dello spettacolo. Tutto in modo giocoso. Il gioco aiuta a eliminare alcune resistenze: niente esperimenti.

Non sei Giucas Casella, insomma? Nel mio show si ride molto: è la chiave vincente per abbassare la paura del pubblico. In un mondo di carte di credito, facebook e delitti risolti tramite i tabulati dei cellulari, i nostri pensieri sono l’ultimo confine della privacy: che qualcuno li sappia leggere inquieta. Presentare il tutto in modo giocoso stempera. Io ho molto rispetto di chi viene a vedermi in teatro: non scavo nell’inconscio cercando scheletri nell’armadio.

Cosa è il mentalismo contemporaneo? Il mentalista è un artista. Non mi muovo in un campo scientifico, se no andrei in laboratorio, non a teatro. Il mentalismo è una forma di spettacolo, i suoi temi sono la nostra mente: portare sul palco teorie e temi di psicologia e comunicazione trasformandoli in una forma d’arte e spettacolo che suggerisce che si possa ampliare la prospettiva della persone, ma divertendo e creando momenti di stupore.

Tu vieni dall’illusionismo? Ho un background da illusionista che non nascondo, anzi. Da quel mondo ho ereditato la voglia e il piacere di stupire. Per Einstein l’uomo che non si ferma più a osservare con meraviglia è morto, ha gli occhi chiusi. Il senso di meraviglia è una molla per tenere gli occhi aperti: ecco la differenza fra me e l’illusionista, che porta in un mondo di sogno, quindi a occhi chiusi. Con me occhi spalancati per vederci meglio. Non ho poteri paranormali: voglio svegliare le persone dalla quotidiana pressione manipolatoria della pubblicità e degli approfondimenti televisivi alla Porta a porta.

Altri progetti oltre a Mind Juggler, con cui girerai tutto l’anno? Sono a metà di un libro: uscirà nel 2012 o nel 2013. C’è già l’interesse di una casa editrice importante. Poi spero di essere più presente in tv, dove ho bisogno del giusto spazio, non di un contenitore che appiattisce. Sono stato da Paolo Bonolis perché ho avuto un quarto d’ora. Mi piacerebbe trovare il contenitore giusto per diffondere di più il mentalismo contemporaneo.

Il tour

http://www.ilmentalista.com/lo_show/calendario_spettacoli.html

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