Emanuele Barresi: “eleganza livornese”
Intervista di Roberta Capanni
Non ricordo come ho conosciuto Emanuele, ma è sicuro che è una delle persone più simpatiche che si trovino nel mondo artistico, insomma Emanuele Barresi è uno che, come afferma lui stesso, “non si prende sul serio” e quindi tutta la sua arte la trasmette in semplicità.
Forse il suo nome non sarà noto al grande pubblico (ma agli addetti ai lavori sì) ma il suo volto sorridente lo è sicuramente per merito della fortunata pubblicità televisiva della Sammontana: è lui il gelataio tra le nuvole! Ma Barresi compare anche in molti film di Paolo Virzì come nel bellissimo film “La prima cosa bella” e in molte delle più famose fiction della tv. Oggi si divide tra Roma, dove vive, e Livorno la sua amata città ma anche con l’amata fidanzata Adelia Apostolico, affascinante costumista partenopea.
Emanuele ti senti più attore o autore? Mi sento più attore indubbiamente anche perché anche quando scrivo, sento la mia voce che pronuncia le battute, è un recitar-scrivendo!
Da bambino cosa sognavi di fare da grande? L’attore! Ma anche il pompiere subacqueo! Avevo visto un documentario in tv “Il pericolo è il mio mestiere” ed ero rimasto affascinato dall’idea che si potesse spegnere il fuoco in acqua, mi aspettavo di vedere le fiamme sott’acqua! Per un periodo poi volevo diventare avvocato perché seguivo i casi di Perry Mason, infatti poi ho scelto la facoltà di Giurisprudenza.
Stavi molto davanti al televisore! In realtà quando ero piccolo non era come adesso, non c’erano programmi a tutte le ore però sì, ci stavo abbastanza. Infatti se ci ripenso, non ho ricordi diversi dalla tv… ero un bambino piuttosto solo.
Essere toscano ha influito sulla tua carriera artistica? Sì, direi di sì. Direi che ha influito il fatto di essere livornese, in particolare. Sai, noi siamo una specie di enclave, con la nostra origine villana, un po’ diversa da quella degli altri toscani. Non che io sia villano, dico, anzi, forse quella nostra tendenza alla presa in giro, che non teme l’oltraggio, ha provocato in me una reazione che mi spinge, all’opposto, ad amare il garbo e la gentilezza. Invece aderisco in pieno alla titanica voglia dei miei concittadini di non prendere nulla, proprio nulla, sul serio.
Ci sono scelte e strade che non hai preso e che rimpiangi? Volevo fare anche il fisarmonicista. Rimpiango molto il fatto di non avere mai imparato a suonare uno strumento, uno qualsiasi, non solo la fisarmonica. Anche in questo caso c’entra la tv: avevo visto Gorni Kramer suonare.
Come hai vissuto l’esperienza della pubblicità? Ho fatto diverse pubblicità ma sempre per cose “da mangiare”. D’altronde l’Italia è un paese “fondato sulla pastasciutta”, all’estero ci chiamano “spaghetti” e questo dice tanto. Per me fare la pubblicità è importante perché mi permette di fare anche altre cose; se mi richiamassero a fare il gelataio per Sammontana sarei davvero contento.
Qual è stato il lavoro che ti ha dato più soddisfazione fino ad oggi? Un film che ho scritto e diretto. Si intitola “Non c’è più niente da fare” ed è uscito nel 2008. Davvero una bella esperienza. Lo abbiamo girato a Livorno con Rocco Papaleo, Lucia Poli, Cristiano Militello, Valeria Valeri, Alba Caterina Rohrwacher, Raffaele Pisu, Paolo Ruffini e parla di una compagnia amatoriale cui attori non sanno recitare…
Secondo te nel lavoro artistico conta di più la fortuna o la bravura? La bravura. Se non sei bravo non diventi un’artista, appari in tv o calpesti i palcoscenici ma non sei un’artista.
Come vedi il lavoro di un’artista, attore, autore, cantante, ecc… oggi? Piuttosto complicato. Come sempre. Tempo fa ho letto un libro di Ennio Flaiano, Lo spettatore addormentato, del 1956 e ricordo di aver letto La crisi del teatro di Silvio D’Amico del 1931 e ancora Goldoni rivoluzionò il teatro del 1700 per affrontarne la crisi… quindi si deduce che la crisi è ciclica. Il fatto è che questo è un mestiere complicato.
A cosa stai lavorando? Sto organizzando la tournée di uno spettacolo di cui ho fatto la regia e in cui recito, anche. Si intitola La donna di garbo di Carlo Goldoni, con Debora Caprioglio e Marco Messeri. La prima nazionale è stata a dicembre al Teatro Goldoni, ma la tournée parte ad ottobre.
Quali i progetti a breve media e lunga scadenza? Devo scrivere la sceneggiatura di un film ambientato ad Avezzano. È tratto da un romanzo in cui si parla di camorra e mafia cinese. Roba forte. Un film tragicomico. A lunga scadenza, vorrei far vivere e prosperare una compagnia teatrale che ho fondato da pochi mesi e che si chiama “Compagnia degli onesti” che insieme al Teatro Goldoni di Livorno darà vita a tante belle produzioni. E comunque i progetti che ho in mente son tanti…













