Conosciamo meglio i Sumsurcorda
Diamo spazio oggi ai Sumsurcorda che questa sera alle ore 19.00 si esibiranno al Salone Internazionale del Libro di Torino, all’interno dello spazio “LibriViVi – ascoltate i libri come non li avete mai letti”. Con loro una chiacchierata tra musica e poesia…
Quanto conta la poesia oggi? Moltissimo. La poesia assieme alla parte verbale ne contiene una emotiva. Quando la cogli, t’innamori.
L’originalità paga? Non lo so. Penso che quando si cerca una strada diversa, alternativa, si corrono necessariamente dei rischi. Se si fanno troppi calcoli economici, probabilmente, si finirebbe per non percorrerla più, rischieremmo di non essere veri creativi, ma meri esecutori, e passare la vita a seguire “gente che corre ad inseguir la brezza”. A noi Sursumcorda il vento forte, come il libeccio, piace assai.
Quanto l’arte figurativa vi ha influenzato? Molto, nello stile Sursumcorda musica e l’immagine sono estremamente collegate. Quando componiamo spesso utilizziamo espressioni figurate per far capire ai musicisti quali melodie o interpretazioni siano più idonee per esaltare un’immagine amplificandone lo stato umorale.
Cosa volete trasmettere con la vostra musica? Sono tanti i messaggi della “Porta dietro la Cascata”. La cosa migliore è ascoltare senza pregiudizi, senza barriere, attraversare la cascata senza farsi impressionare dalla maestosità e farsi cullare dalla musica. Il resto verrà da sé.
C’è un luogo particolare in cui componete? In una casa in campagna, in Toscana. Poi si perfeziona in studio, in città, all’Accademia del Suono di Milano.
Cosa ha guidato la nascita di questo vostro ultimo lavoro? È stato un lavoro lungo, abbiamo registrato il disco come si faceva una volta, prendendosi tutto il tempo necessario, con qualche sacrificio per il grande dispiego di mezzi. Abbiamo avuto la fortuna di avere una produzione splendida con la quale ci siamo trovati subito in perfetta sintonia. Le persone giuste nel momento giusto. In sintesi a guidarci è stato un incontro fortunato.
Qual è secondo voi il modo migliore per gustare il vostro album? Ovunque. C’è chi ci dice che lo ascolta in macchina, chi sotto la doccia, chi con gli amici, qualcuno ci ha detto addirittura che lo ascolta in camera da letto.
Intervista di Elena Torre













