Ambra Mambelli: la vera Azdora romagnola
La prima volta che ho incontrato Ambra Mambelli è stato lo scorso gennaio a Solarolo, in provincia di Ravenna, la sua terra. Deliziata con un ottimo tris di primi fatti in casa, non ho potuto fare a meno di constatare quanto freddo e gelo ci fosse fuori, nella campagna romagnola, ma altrettanto quanto calore e tepore ci fosse nella sua casa grazie all’accoglienza, all’ospitalità e al buon cibo da lei preparato.
Poi abbiamo avuto modo, poche settimane fa, di incontrarci a Verona: niente da fare, Ambra Mambelli, catalizza decine e decine di persone che la guardano affascinate fare la pasta come si faceva una volta. E lei, da vera Azdòra romagnola, non si nega a nessuno dei suoi attenti osservatori, pronta a soddisfare ogni curiosità e domande.
Ora Ambra è pronta ora per la sua anteprima toscana: domenica 15 aprile alle ore 18.00, infatti, aspetterà tutti gli appassionati di pasta fatta in casa per una dimostrazione e una presentazione del suo primo libro, Erbe in pasta (Romano Editore), presso il Circolo Arci La Montanina (Via di Montibeni, 5), Loc. Fiesole (FI).
Per cominciare, ci potresti spiegare chi è l’Azdòra? L’Azdòra in Romagna era considerata la reggitrice della famiglia contadina, si occupava dell’economia domestica a 360°. Il suo compito era di nutrire… in tutti i sensi… Sosteneva le spese di casa; senza imporsi direttamente, ma con grande determinazione, guidava (nell’ombra) l’Azdòre nelle scelte. Insegnava alle nuore come esser “brave Mogli e Madri” (dato che era tradizione per i figli maschi portare le mogli in casa). Insomma una donna che con amore e autorevolezza teneva la famiglia unita.
Da quando hai deciso che per te la cucina non doveva essere solo una passione tua, ma un qualcosa da condividere con gli altri? Quando mi sono resa conto che il mangiar sano e buono è diventato privilegio di pochi fortunati che hanno ancora in casa le nonne (Azdòre). Ho così voluto cominciare a trovare il modo di mantenere la tradizione di sfoglina organizzando corsi di arte della sfoglia al mattarello “AZDORA SI NASCE… SFOGLINA SI DIVENTA”.
E adesso una domanda secca: perché è importante poter fare la pasta in casa? E la risposta è altrettanto secca: perché è economica, buona, sana e… sai come è fatta!!!!
Qual è il primo passo che deve fare qualcuno che vuole imparare a fare la pasta in casa, ma si avvicina per la prima volta a questo mondo? Mettere le mani in pasta è più facile di quanto si creda, ma qualcuno che dia le basi è fondamentale, poi diventa un gioco goloso.
Nel tuo libro in uscita con Romano Editore, Erbe in pasta, i lettori possono trovare un vero e proprio erbario che descrive le piante che tu usi e per molte ne individui anche proprietà benefiche. Quali i vantaggi del poterle usare in cucina? La tradizione contadina insegna che, usare ciò che la natura offre ha sempre grandi vantaggi. Le Azdòre lo facevano per necessità economica, raccoglievano le erbe selvatiche per nutrire senza spendere, oggi troviamo tutto a tutte le stagioni e la nostra salute ne soffre… raccogliere in primavera le erbette e cibarsene depura l’organismo dagli eccessi invernali dando soddisfazione ai palati più esigenti.
Puoi raccontarci qualcosa sulla realtà dei mercati biologici a cui tu partecipi due volte a settimana? Faccio parte da diversi anni dell’associazione CAMPIAPERTI. Un’associazione di contadini e coproduttori biologici per la sovranità alimentare. Da qualche anno Campiaperti sostiene la Campagna GENUINO CLANDESTINO per la libera lavorazione dei prodotti contadini.
Tante sono le iniziative sostenute: ACCESSO ALLA TERRA, che attraverso la rete nazionale Genuino Clandestino si è collegata ad altre persone e realtà che in tutt’Italia condividono questioni pratiche di vita contadina, e poi i CORSI DI AUTOPRODUZIONE e I MERCATI di PRODUTTORI E TRASFORMATORI BIOLOGICI che si svolgono martedì, giovedì e venerdì a Bologna. In due occasioni, il martedì in via Paolo Fabbri 112 e il venerdì in via Udine (scuola della Pace) oltre a formaggi, verdura e frutta, olio oliva, miele, trasformati da forno, potrete trovare anche Lady Cocca con la sua pasta fresca, piadine e affini.
E infine, tu tieni anche diversi corsi di cucina in giro per l’Italia… di cosa hanno più “sete” i tuoi alunni? Di tradizione, curiosità e consigli. Amano sentire raccontare le tradizioni contadine in cucina, ascoltano con attenzione i consigli nella quotidianità, vogliono imparare a fare con le proprie mani più possibile nel rispetto dei tempi e impegni.
Intervista di Sara Missorini













